Sicilia, “giallo” sui dati dell’ “ecomostro” a stelle e strisce Muos: “taglia e cuci” sulla documentazione dell’agenzia Arpa?
Denuncia del giornalista Mazzeo e di due fisici del Politecnico di Torino: i dati “nascosti” confermerebbero la pericolosità per la salute del “megaprogetto di guerra”
Sta per “Mobile User Objective System”(Muos), un sistema, ad altissima frequenza, di telecomunicazioni satellitari con finalità di supporto tecnologico alle forze militari americane, che è in fase di installazione nella stazione “NRTF” (Naval Radio Transmitter Facility) di Niscemi, all’interno di una riserva naturale, in provincia di Caltanissetta. Un progetto, l’ennesimo, a suon di miliardi di dollari, nato nell’ambito dell’ “industria di guerra” a stelle e strisce, ma che da tempo è contestato, per i paventati rischi alla salute pubblica e all’ambiente, dalla popolazione del comune siciliano e più in generale da associazioni, partiti e comitati. Come i comitati “No Muos” che, in collaborazione con soggetti istituzionali e della società civile, stanno organizzando per il 23 settembre prossimo una grande manifestazione, al “Teatro Verde” di Macchia di Giarre, in provincia di Catania, intitolata: “Fra festa e protesta”. L’allarme è arrivato anche dal mondo della scienza: i fisici del Politecnico di Torino, Massimo Zucchetti e Massimo Coraddu hanno messo in guardia dagli effetti delle tre parabole in allestimento, le cui pericolose onde elettromagnetiche graverebbero su esseri umani, flora e fauna in un raggio di 140 km: di fatto, interesserebbero il territorio delle province siciliane, fino a lambire l’isola di Malta!
A “riscaldare” l’atmosfera arriva adesso quello che appare un mezzo “giallo”: sono emerse, infatti, in qeusti giorni alcune inspiegabili omissioni nella diffusione della documentazione prodotta dall’agenzia ambientale Arpa-Sicilia proprio a proposito delle emissioni della stazione di telecomunicazioni di Niscemi.
Lo ha denunciato il giornalista Antonio Mazzeo, che sul Muos e questa nuova “avventura militarista” Usa ha anche scritto un libro “Un Eco Muostro a Niscemi”. Cos’è accaduto? Due importanti relazioni istruttorie, prodotte da Arpas nel 2009, risulta non siano mai state divulgate, se non in forma molto parziale. Non solo: non sono state nemmeno trasmesse ai consulenti tecnici, il dott. Massimo Coraddu e il prof. Massimo Zucchetti del Politecnico di Torino, i quali, per conto del comune di Niscemi, hanno stilato nel 2009 una relazione sull’analisi del rischio legato alle emissioni del megaprogetto americano. Neppure le controdeduzioni alla relazione Coraddu-Zucchetti, prodotte da Arpas il 31 maggio scorso, sono mai state comunicate ai consulenti tecnici e alla popolazione interessata.
Eppure i documenti contengono informazioni molto delicate: misure Arpas confermano, sin dal 2009, l’esistenza di forti emissioni elettromagnetiche provenienti dalla base di Niscemi. Non solo, le limitazioni imposte dal segreto militare hanno impedito una valutazione di quelle che dovrebbero essere le reali emissioni delle grandi antenne paraboliche Muos nel territorio circostante. Dati che confermano quanto sostenuto dai due studiosi del Politecnico di Torino, che hanno diffuso una loro lettera di chiarificazione e di protesta per le omissioni di atti così rilevanti.
di Marco Benanti
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