Ecco dove sono andati i soldi donati a Santoro, Alla casa editrice del Fatto Quotidiano
Facciamo un gioco: proviamo ad andare su www.serviziopubblico.it, il sito che pubblicizza il nuovo programma di Michele Santoro “Comizi d’amore”.
Noi non diciamo né quando andrà in onda, né che temi tratterà. Non tanto perché vogliamo impedire a voi lettori di Qelsi di guardare una trasmissione che si pone come “cane da guardia” a protezione dall’informazione “in mano ai potenti” (tutto vero: il logo è proprio un cane con la scritta “Cave canem”), quanto perché in fondo non è così importante. Neppure per Santoro.
Ciò che davvero conta è raccogliere fondi.
Ed in effetti, visualizzando l’home page del sito è impossibile non capire come fare una donazione: in qualunque angolo vi sono link che rimandano ad offerte. Di più: la precisa richiesta è di donare 10 euro. “10 euro per la tivvù”.
Ora, turiamoci il naso e proviamo a cliccare su uno di questi link, ad esempio sul link “carta di credito” che troviamo in alto.
Si aprirà una pagina, cliccando su “donazioni” se ne aprirà un’altra.
E cosa appare? Una sorpresina: sopra la scritta “Scegli il metodo di pagamento”, leggiamo “Editoriale Il Fatto spa”. Basta vedere lo screen pubblicato sotto.
Ecco dove finiscono i soldi chiesti da Santoro. All’associazione omonima “Servizio Pubblico”? No. Per nulla.
Proprio all’Editoriale Il Fatto spa, ossia una società per azioni priva di azionista di controllo che non è altro che l’editrice del Fatto Quotidiano.
Donando i soldi a “Servizio Pubblico”, i fan di Santoro finanziano indirettamente una s.p.a. proprietaria di un quotidiano nazionale.
Lo scorso 20 settembre, proprio l’Editoriale Il Fatto spa ha acquistato il 17,58% della Zerostudio’s, casa di produzione fondata da Michele Santoro in persona assieme a sua moglie. Ora a Santoro e moglie è rimasta una quota pari al 51%, cui si affiancano, oltre al 17,58% dell’Editoriale Il Fatto, il 24,5% dell’associazione “Servizio Pubblico” e altre quote minori spartite tra altre due case di produzione: Videa ed Etabeta.
Cinzia Monteverdi, socia dell’Editoriale Il Fatto, è presidente ed amministratore delegato della società, del cui consiglio di amministrazione fanno parte anche Santoro e la moglie, ovviamente, e poi la giornalista Giulia Innocenzi, fedelissima dell’anchorman sin dai tempi di Annozero.
Da un investimento iniziale di circa 100.000 euro si è passati ad un capitale valorizzato per una cifra che si aggira sui 2 milioni di euro, in poco più di un anno.
Davvero un modo efficace per fare soldi, di cui Santoro non sente la mancanza soprattutto dopo la generosa buonuscita elargitagli dalla Rai.
Ma il denaro non basta mai, siamo sicuri che tanti “viola” e “arancioni” che stravedono per la “libertà di stampa” e per Santoro contribuiranno ad arricchire ulteriormente il loro beniamino. E ad arricchire, senza saperlo, l’Editoriale Il Fatto spa.
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GIKO





