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Video: “una manipolazione” del dottor Montanari ai danni di Beppe Grillo

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Due giorni fa il blog ha pubblicato un’intervista a Stefano Montanari, il nanoricercatore che ha avuto un microscopio omaggio dalla rete. Il dott. Montanari ha lanciato accuse molto forti, che meritano sicuramente di essere approfondite. Alla fine dell’intervista, auspicavo che le persone chiamate in causa dessero la loro versione dei fatti.

Caro Beppe Grillo e come tu dici ” la Verita in rete viene sempre a galla e quando viene a galla sei SPUTTANATO ” gek60

Parte 1 La Causa

Il blog ha rintracciato la Onlus Bortolani. Il suo Presidente, Marina Bortolani, mi ha dato ampia disponibilità a rilasciare un’intervista chiarificatrice di ogni aspetto dell’intricata vicenda, che sarà raccolta e pubblicata a breve. Altresì, molto presto il blog si recherà ad Urbino per verificare di persona i luoghi e la destinazione del microscopio elettronico a scansione ambientale, raccogliendo riflessioni, testimonianze e fatti concreti direttamente dai responsabili universitari chiamati in causa. Per quanto riguarda Beppe Grillo, sono sicuro che al momento opportuno non vorrà derogare a quel principio di trasparenza di cui lui stesso si è fatto portavoce in prima persona, e saprà chiarire alla Rete i motivi di un silenzio che potrebbe avere una matrice molto diversa da quella insinuata dal professor Montanari. Beppe mi promise un’intervista, qualche mese fa. Questa potrebbe essere l’occasione giusta.

Nell’attesa di dare voce ai soggetti che Montanari ha travolto con le sue accuse, pubblico una lettera di Valeria Rossi, giornalista ed editrice de Il Ponente, che ha iniziato da poco un percorso di approfondimento sulla vicenda.

La rete si sta muovendo. Presto, i melmosi fondali dove giacciono polpi tentacolari, mimetizzati da nubi di inchiostro digitale, verranno dragati e passati al setaccio. Se là sotto c’è qualcosa …lo porteremo a riva.

LETTERA DI VALERIA ROSSI
Prime riflessioni sul caso Montanari

Ciao Claudio,

mi chiamo Valeria Rossi, sono editrice (ma anche attiva scribacchina – fin troppo attiva, per alcuni) di un quotidiano online che si chiama
www.ilponente.com.

Al “caso Montanari” sono arrivata perché sembrava avere molti punti in comune con la situazione di un amico ambientalista, vittima di pressioni da parte dei “poteri forti”. E’ stato lui a mettermi in contatto con il ricercatore ed io gli ho fatto un’intervista piena di solidarietà, andando anche oltre il distacco giornalistico, commuovendomi – davvero – al pensiero di questo scienziato a cui veniva impedito di compiere importanti studi sull’inquinamento. Purtroppo, appena messa online l’intervista, ho cominciato a ricevere e-mail e telefonate che smentivano vivacemente quanto affermato da Montanari. A questo punto ho ritenuto corretto sentire anche l’altra campana (nella fattispecie la Carlo Bortolani Onlus) e dalle parole della dottoressa Marina Bortolani mi sono resa conto che c’erano davvero troppi punti oscuri.

Ho iniziato allora una mia piccola inchiesta personale, cercando di contattare tutte le persone coinvolte, esclusi purtroppo i donatori che sarebbero stati i protagonisti più importanti in assoluto, ma che purtroppo mi erano del tutto sconosciuti e che comunque sarebbe stato impossibile contattare nella loro totalità. Il risultato è quello che ho pubblicato nel mio secondo articolo, intitolato “il punto sul caso Montanari”, anche se in realtà si tratta di “puntini di sospensione”, più che di un vero e proprio “punto”. Manca infatti ancora la testimonianza di Beppe Grillo, e inoltre stanno arrivando ancora nuove testimonianze che purtroppo – e sottolineo purtroppo, perché mi dispiace davvero scoprire che una persona a cui avevo dato piena fiducia non la meritasse del tutto – avvalorano sempre più la tesi secondo cui il dottor Montanari non è stato vittima di congiure economiche e/o politiche, ma ha perso l’appoggio di chi credeva in lui – Beppe Grillo, e non solo – semplicemente perché non si è comportato in modo corretto.

Vorrei chiarire che non è mia intenzione, né è mai stato il mio scopo, mettere in piedi un’opera sistematica di “demolizione” della figura del ricercatore: mi chiamo Valeria, non Vittoria… Però dovevo portare i fatti – fatti reali, provati da documenti e/o testimonianze – ai miei lettori. Lo dovevo a loro e lo dovevo al mio amico di cui parlavo all’inizio, vittima “reale” della battaglia che ha condotto contro gli inquinatori della nostra zona.

Per concludere, il dottor Montanari ha detto a me le stesse identiche parole che ha pronunciato nella tua videointervista: “Sappiate che sono abituato a vincere”. Io posso solo rispondere che si può vincere sportivamente, ma si può anche vincere barando: e in questo secondo caso, anche se la vittoria arriva, non credo proprio che possa dare la stessa soddisfazione.

Di seguito le mie riflessioni, tratte dall’articolo su Il Ponente.

I fatti

Emergerebbe che la decisione di donare il microscopio elettronico all’università di Urbino è stata motivata principalmente da due fattori:

l’utilizzo di questa apparecchiatura dalla Nanodiagnostics srl anche per scopi commerciali (analisi a pagamento) e non esclusivamente per la ricerca, come era stato invece dichiarato nel corso della raccolta fondi;
il fatto che la stessa raccolta fondi sia partita sulla base di quello che potremmo definire “un equivoco” o più crudamente “una manipolazione” del dottor Montanari ai danni di Beppe Grillo, scoperta solo in un secondo tempo.

L’indice degli alimenti contenenti nanoparticelle

il dottor Montanari contattò Beppe Grillo, nel 2006, lamentando quello che definì lo “scippo” del microscopio elettronico a quel tempo in uso alla Nanodiagnostics, ad opera dell’Università di Modena. Montanari sosteneva che questo microscopio era stato pagato, almeno in parte, con suo denaro personale e che l’unica motivazione per cui si era deciso il trasferimento era il fatto che le sue ricerche, evidenziando la pericolosità delle nanoparticelle (prodotte in larga misura dagli inceneritori), avessero infastidito qualche potere forte.

La motivazione poteva essere credibile e non è escluso che, del tutto o in parte, fosse anche reale: non fu reale, però, il racconto che Montanari fece a Grillo sul fatto che pericolose nanoparticelle fossero state rinvenute, a seguito delle sue ricerche, in una serie di diffusissimi e notissimi prodotti alimentari. Montanari disse a Grillo di aver scritto a tutte le aziende interessate e di non aver mai avuto alcuna risposta. Grillo, indignato da questi fatti gravissimi, invitò Montanari a partecipare ad una serie di spettacoli in cui, oltre a dare direttamente spazio al dottore, mostrava l’elenco dei prodotti incriminati e delle sostanze nocive che erano state trovate al loro interno grazie alle ricerche dello stesso Montanari e di sua moglie, la dottoressa Gatti.


Beppe Grillo Montanari la vera ricerca sul cancro di bulsa_virgilio

Nel video “Grillo Montanari la vera ricerca sul cancro” si sente chiaramente Stefano Montanari che alla domanda: “Stefano, le ditte hanno mai risposto?” esclama: “No, no,mai!”.Peccato che sorpresa:nel 2007
in un’intervista a “Disinformatico”, il dottor Montanari afferma che la storia delle nanoparticelle nei prodotti alimentari è stata manipolata e distorta nei contenuti. Testualmente, afferma: “la cosa parte giusta, nel senso che quello che è stato detto di base, all’origine di tutto c’è una cosa quasi giusta. Poi, poi si è estrapolato e si sono dette delle cose che assolutamente non corrispondono al vero, ma proprio minimamente“. Nella stessa intervista rilasciata a Byoblu, Montanari afferma che Grillo non comprese il senso di quella ricerca. Montanari spiega che lui e sua moglie, la dottoressa Gatti, hanno pescato a caso ed analizzato alcuni prodotti presi sugli scaffali dei supermercati. E specifica: “Attenzione, questo è fondamentale: di ogni prodotto noi abbiamo esaminato un pezzo, uno , non di più, cioè non abbiamo preso un lotto, due lotti, tre lotti, dieci lotti, come si dovrebbe fare se si fa un controllo normale, di legge, eccetera e si va a vedere che cosa c’è in tutti questi prodotti. Noi abbiamo preso una scatola di quel tipo di biscotti, un barattolo di quell’omogeneizzato, eccetera, e abbiamo esaminato. E abbiamo visto che in gran parte di questi prodotti, non tutti certamente, ci sono queste polveri che noi cerchiamo“.
In pratica si era trattato di controlli casuali, che avevano sicuramente evidenziato un possibile problema di inquinamento ambientale ma che non avevano e non potevano avere alcuna valenza scientifica, visto che poter definire una prova “scientifica” occorrono, come in parte ammette lo stesso Montanari, campionature mirate, analisi protocollate e, ovviamente, la pubblicazione dei risultati. In assenza di tutto questo, Montanari non disponeva di alcuna vera “prova” da poter presentare alle ditte produttrici… e infatti non scrisse mai neppure una riga a queste ditte, come sostiene nella stessa intervista, sbugiardando Beppe Grillo.
Ecco le sue testuali parole: “la lettera che noi avremmo scritto a queste industrie: la lettera non esiste, non abbiamo mai scritto niente a nessuna industria, mai. Mai perché non abbiamo mai messo sotto accusa nessuno, cioè l’unico, l’unico ente che abbiamo messo sotto accusa è lo Stato, cioè chi legifera, chi non fa leggi per controllare questo tipo di inquinamento. Noi non abbiamo mai scritto nulla a nessuno. Quindi se non abbiamo mai scritto è chiaro che nessuno ci risponde. Non c’è lettera, non c’è risposta“. Eppure, nel video, si vede chiaramente Grillo che parla di queste lettere e si sente altrettanto chiaramente Montanari che non solo non si sogna di smentirlo, ma avvalora le sue parole ( “Hanno mai risposto, Stefano?” “No, no, mai!”).
Inoltre Grillo, come si vede sempre chiaramente nel video, espone una “lista nera” di prodotti senza che Montanari, presente sullo stesso palco, si sogni di intervenire, di spiegare che si è trattato di campionature casuali, insomma di specificare, come fa invece nell’intervista, che “dare un elenco di prodotti da mettere all’indice non ha nessun significato scientifico”.

Lo scippo del primo microscopio

Un altro dato di fatto è che non siano mai state prodotte le prove – richieste più volte – del fatto che il primo microscopio elettronico fosse stato pagato anche con i soldi dei due ricercatori. Ma il dato di fatto ancor più eclatante è che il primo microscopio elettronico (quello “scippato” , secondo la prima versione di Montanari) sia lo stesso microscopio con cui la dottoressa Gatti sta tuttora lavorando al progetto europeo DIPNA. Il microscopio è ancora in uso alla stessa ricercatrice: è con quello che porta avanti le sue ricerche, e non con il secondo microscopio, quello acquistato con la raccolta fondi. Lo ammette, ancora una volta, lo stesso Montanari: “Il microscopio ci è stato tolto ormai già dal giugno del 2006, è rimasto imballato per nove mesi all’università di Modena, è stato riassemblato, rimontato diciamo così, di nuovo a spese nostre, perché noi adesso con quel microscopio portiamo avanti un altro progetto europeo“.
Dunque, il primo microscopio non venne mai realmente “sottratto” alle ricerche della dottoressa Gatti, ma semplicemente “spostato” dalla Nanodiagnostics di Modena all’Università di Modena. L’unica cosa che, di fatto, veniva impedita a Montanari/Gatti era l’utilizzo privato dell’apparecchiatura.

Ricapitolando

il dottor Montanari lamentò la sottrazione di un microscopio che in realtà era ancora in uso a sua moglie per le proprie ricerche;
raccontò a Beppe Grillo la storia delle merendine inquinate e permise a Grillo di basare, su questa “scoperta” che in realtà non aveva alcun fondamento scientifico, una serie di spettacoli mirati alla raccolta di fondi per un nuovo microscopio;
a raccolta terminata e microscopio acquisito, negò la validità delle ricerche sulle merendine attribuendo a Grillo la responsabilità di aver “capito male, perché non era uno scienziato”.
Mi risultano dunque questi i motivi principali (ne esistono altri ancora, ma non posso scrivere un libro e quindi mi limito a quelli più gravi) per cui si interruppe il rapporto tra Beppe Grillo e Stefano Montanari, che l’altro ieri, in un’intervista rilasciata a Byoblu, si dichiara molto stupito del fatto che la Onlus e lo stesso Grillo “non si fossero più fatti vedere”. Forse non c’era molto di cui stupirsi…
Si aggiunga che Stefano Montanari, in alcune occasioni, millantò partecipazioni a progetti che in realtà non l’avevano affatto visto tra i protagonisti. Per esempio nella sua biografia sul sito della sua casa editrice si definisce “consulente del progetto Nanopathology” della CE, circostanza smentita dall’ufficio stampa della stessa Comunità Europea, consultato da una docente universitaria in chimica:

From: “ALEXANDRESCU Laura” < Laura.ALEXANDRESCU@ec.europa.eu >
To: (il nome del richiedente è stato omesso per ovvi motivi di privacy)
Subject: RE: (Fwd) Re: DIPNA {REF RTD REG/G.4(2008)D/579365}]{REF RTD
REG/E.3(2008)D/593026}
Date sent: Wed, 3 Dec 2008 15:30:59 +0100

Il Dr Montanari non ha alcun titolo a vantarsi di aver partecipato ai 2 progetti finanziati…

Le mancate pubblicazioni scientifiche

Quanto al secondo microscopio, acquistato grazie alla raccolta di fondi, fondata sull’equivoco si cui sopra, sarebbe rimasto probabilmente fuori dalla querelle tra Grillo e Montanari se solo i due scienziati avessero prodotto le prove del suo utilizzo a scopo di ricerca. Purtroppo, come si legge sul sito della Onlus: “come più volte sollecitato ai due dottori, rimaniamo in attesa di una reportistica sui risultati e sulle scoperte scientifiche – confermate da pubblicazione e da attestati della comunità scientifica – prodotti in questi tre anni di possesso del microscopio. Ciò crediamo sia doveroso nei confronti dei benefattori. E’ evidente che riferimenti a ricerche e studi svolti prima dell’acquisto del microscopio in oggetto non sono inerenti a tale ripetuta richiesta, ma, anzi, possono risultare fuorvianti”.

In realtà, anche nell’intervista concessa al Ponente, il dottor Montanari mi ha parlato di scoperte (”le nanoparticelle entrano nel nucleo della cellula”, “le nanoparticelle passano dalla madre al feto”) che in realtà appartengono ad un periodo precedente l’acquisizione del microscopio. A dire il vero esse venivano già citate dal professor Renzo Tomatis, (scomparso nel 2007) in alcuni suoi studi. Ma senza voler entrare nel merito di “chi ha scoperto cosa”, visto che qui non stiamo facendo discussioni scientifiche né accademiche, se ne deduce comunque che queste scoperte non sono dovute alla presenza del microscopio elettronico nella sede della Nanodiagnostics. Non risultano, peraltro, pubblicazioni a nome Montanari e/o Gatti relative agli ultimi tre anni, ovvero al periodo di permanenza del microscopio presso il loro laboratorio.

L’utilizzo a scopo di lucro

Risulta invece che il microscopio è stato utilizzato per analisi private a pagamento: lo si evince dai ricavi dichiarati, visto che la mission principale della Nanodiagnostics sono appunto le analisi a pagamento. Il dottor Montanari, a questo proposito, rifiuta l’accusa di utilizzo lucroso, ma dichiara, in un post sul suo blog: “quello che facciamo per poter sopravvivere è cercare di vendere qualche analisi ai privati che se lo possono permettere e per questo usiamo anche (non sempre) il microscopio che, in qualche modo, cerca di contribuire al suo stesso mantenimento, visto che né lei né altri si muovono e tutto ci grava addosso“. Queste spese di mantenimento del microscopio sono state indicate da Montanari in 90.000 euro/anno, ma anche questo costo è stato smentito dalla ditta produttrice, che invece le ha quantificate in circa 25/30.000 euro/anno. Insomma: soltanto la mancanza di chiarezza sull’utilizzo del macchinario – e soprattutto la mancanza di pubblicazioni relative alle ricerche svolte per mezzo di questo microscopio (e non di quello dell’Università di Modena, pagato con fondi CE) – hanno indotto la Onlus Carlo Bortolani ad affidarlo all’Università di Urbino.

Conclusioni

Il resto sono opinioni, ipotesi, supposizioni. Per esempio: può esistere una macchinazione o un complotto politico ai danni di Montanari? Ma certo che sì!
E’ risaputo, e ne abbiamo chiari esempi anche nella nostra provincia, che chiunque lotti contri inquinamento, inceneritori e affini è sicuramente malvisto ed è spesso soggetto a pressioni, ricatti e altre piacevolezze simili. Nessuno si sogna di negare che cementificatori e “inceneritoristi” siano capaci di tutto e che spesso abbiano un potere politico ed economico sufficiente a stroncare una carriera o a danneggiare gravemente chi lotta contro di loro. Purtroppo, in questo caso, la mia personale impressione è che i presunti nemici di Montanari non abbiano neppure avuto bisogno di entrare in azione, perché il dottore ha fatto tutto da solo. Le dichiarazioni e controdichiarazioni, l’indubbia strumentalizzazione del caso-merendine e il fatto di avere evidentemente carpito la fiducia di Beppe Grillo, per poi dissociarsene a risultato ottenuto, sicuramente gli hanno alienato diverse simpatie, nonostante si tenda (la sottoscritta per prima) a tifare sempre di cuore per chiunque sposi la causa ambientalista. Tifare per chi lo fa in modo scorretto, però, diventa più difficile; e anche ammettendo che il suo “non accorgersi che Beppe Grillo aveva frainteso” fosse per una buona causa e che comunque il fine giustificasse i mezzi, almeno a mio avviso, non è esattamente l’esempio di limpida correttezza professionale che ci si aspetterebbe da cotanta icona della ricerca italiana.

Per questo ritengo, personalmente, che il dottor Montanari abbia commesso qualche errore di troppo e che questi errori giustifichino la decisione di spostare il microscopio acquistato coi fondi dei cittadini in altra sede. Ancora oggi il dottor Montanari mi ha inviato alcune e-mail, una delle quali attacca l’Università di Urbino accusandola di “essersi schierata in più occasioni a favore di soggetti privati ed iniziative di carattere “imprenditoriale” di dubbia validità. Prova ne siano le recenti consulenze dell’Istituto di Botanica dell’Università e del Prof. Orazio Attanasi, in qualità di docente dell’Ateneo, a sostegno della realizzazione della centrale termoelettrica a cosiddette biomasse nel Comune di Orciano di Pesaro, un progetto ritenuto altamente pericoloso anche dall’IST – Istituto Nazionale per la Ricerca su Cancro di Genova, chiamato a esprimersi da uno dei comuni interessati”. Purtroppo, sempre dalle testimonianze in mio possesso, risulta che fu lo stesso Montanari ad indicare l’Università di Urbino come destinataria nominale del microscopio.
Se sapeva che questo ente pubblico era complice degli inquinatori, per quale motivo l’ha scelto? E se non lo sapeva, come può oggi accusare (più o meno velatamente) la Bortolani Onlus di complicità occulte con un Ente che NON è stato scelto da loro?

Comunque, personalmente inviterei i lettori a separare nettamente le due cose, anzi tre: la ricerca da una parte, la lotta contro l’inquinamento dall’altra, la figura del dottor Montanari da un’altra ancora. Se una qualsiasi di queste non risulta limpida come tutti vorremmo, non è necessariamente valido l’assunto secondo cui non valgono nulla neanche le altre. Non è così che funziona, e qualsiasi tentativo di virare questa storia a favore di inquinatori e inceneritori sarebbe una strumentalizzazione inaccettabile. La lotta contro l’inquinamento si basa su ricerche scientifiche fondate, validissime, alcune delle quali sicuramente attribuibili anche alla dottoressa Gatti, con la collaborazione del dottor Montanari: questo non va assolutamente messo in discussione.
Purtroppo sembra risultare che il dottor Montanari, perseguendo il nobile scopo della ricerca – che personalmente voglio continuare a credere fondato su puri ideali e non su speranze di lucro personale – abbia manipolato un po’ troppo persone, dati e fatti. Quindi la mia, personalissima ed opinabilissima, opinione è che Beppe Grillo abbia avuto fondati motivi per allontanarsi da questa figura e che la Bortolani Onlus abbia altrettanto fondati motivi non per “rubargli” il microscopio, ma per collocarlo in una sede in cui possa essere utilizzato anche per altre ricerche e da altri scienziati, in grado di garantire quei risultati scientifici e quelle pubblicazioni ufficiali che fino ad oggi la Nanodiagnostics non ha prodotto, ma a cui i donatori hanno assolutamente diritto.
Il tutto consentendo ugualmente a Montanari-Gatti di continuare a far uso del microscopio per le proprie ricerche, come risulta dall’atto di donazione.
Certo, non sarà comodo fare ogni volta 200 chilometri per utilizzarlo: su questo il dottor Montanari ha sicuramente ragione. Però è anche vero che questo disagio appare come il risultato della sua scarsa trasparenza, e di questo non credo possa incolpare altri che se stesso.
Che poi qualche potere (politico od economico che sia) legato agli inceneritori possa far festa, è fuor di dubbio: ma questa è la conseguenza, mentre non c’è alcuna prova che possa farlo ritenere la causa di quanto è successo.

Nota finale: ciò che ho pubblicato è il risultato di due giorni di ricerche; ma non pretendo sicuramente, in due giorni, (per quanto intensi) di aver sciolto tutti i nodi che compongono questa intricata storia.

Il dottor Montanari avrà ampio diritto di replica, così come lo avranno tutte le persone informate che vorranno partecipare alla discussione, portando possibilmente fatti concreti: ma anche le semplici opinioni saranno bene accette.
Come si sarà notato, in questo mio “punto della situazione” manca la testimonianza diretta di uno dei principali interessati, e cioè Beppe Grillo. In realtà avevo cercato di contattarlo tramite il meetup savonese; ma la sua decisione, comunicata dal suo assistente, è quella di “non rilasciare interviste su questa faccenda per non alimentare ulteriori “rumors” fino a quando (a breve) farà un post su questo argomento“. Ed ovviamente – anche se un po’ a malincuore – non possiamo che rispettarla.

Valeria Rossi

Parte 1 La Causa

Fonte

Pdf concesso dal dottor. Montanari
grillo_microscopio

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Questo comunicato è rivolto a tutti i lettori del blog, Onorevoli e Avvocati compresi.  Leggi tutto. Il contenuto di questo articolo, pubblicato dalla "Fonte" - che ringraziamo - esprime il pensiero dell' autore e non necessariamente rappresenta la linea di pensiero di gek60, che rimane autonoma e indipendente.
  • http://www.vitalmicroscopio.net Roberta Doricchi

    A che serve sentire il Beppe, quando i fatti parlano da soli?
    E’ stata truffata tanta gente per acquistare un microscopio che dal 22 gennaio 2010 non viene più utilizzato per la ricerca sulle nano patologie.
    Il dott. Montanari e la dott.ssa Gatti non sono più in grado di aiutare le persone che richiedono il loro aiuto e la ricerca è ferma, bloccata, da anni ormai.
    Menzogne su menzogne e intanto la gente si ammala e muore, anche per colpa di quelli come voi che adora idoli di cartapesta. Quest’articolo non solo è fasullo ma anche datato. La Valeria Rossi neanche esiste più tra i giornalisti.
    Se volete rinfrescarvi le idee, semmai le abbiate di personali, guardate questo video

    https://www.youtube.com/watch?v=kT7ePm0As0U&feature=player_embedded
    (prima parte)

    https://www.youtube.com/watch?v=C4c1vgH1OZw&feature=player_embedded
    (seconda parte)

    L’unica manipolazione messa in atto è quella di Beppe Grillo e la sua banda ai danni di TUTTI.
    SVEGLIATEVI!!!!

  • gek60

    ti ringrazio dell ‘informazione, ognuno e libero di credere o ricercare le propie verita ;)

    Ne ho fatto un post http://gek60.altervista.org/2012/01/video-replica-di-montanari-alle-menzogne-di-sonia-toni-moglie-di-beppe-grillo/

  • Pietro Gobbi

    Gentili lettori, intervengo per segnalare che a partire dalla metà del Dicembre scorso, il microscopio in questione è in esercizio ed in perfetta efficienza presso l’ARPAM di Pesaro ed è a disposizione, insieme al personale tecnico abilitato ed autorizzato all’utilizzo, per un giorno alla settimana, senza alcun onere, in ottemperanza all’atto di donazione, per le ricerche sulle nanopatologie condotte dai Dott. Gatti e Montanari.
    Cordiali saluti,
    Pietro Gobbi – Università di Urbino “Carlo Bo”

  • gek60

    ciao Pietro ti ringrazio della segnalazione

  • http://www.vitalmicroscopio.net Roberta Doricchi

    E’ stato necessario scomodare un giudice per far rispettare un atto notarile, dopo DUE ANNI dalla sottoscrizione della donazione. Grazie, Prof. Gobbi, per la sua precisazione, ma permettere a Gatti e Montanari qualche ora alla settimana per mandare avanti la ricerca mi sembra solo un modo per pulirsi la coscienza e per rimediare ad una caduta d’immagine dell’Università di Urbino. Buona salute a tutti!

  • http://www.stefanomontanari.net Stefano Montanari

    Una frase corrente è: le chiacchiere stanno a zero. Ad oggi 26 gennaio 2012 e da qualche anno a questa parte io sono stato oggetto di calunnie tanto infamanti quanto ridicole e quanto, soprattutto, prive di qualunque fondamento. Da anni io invito i miei calunniatori ad un pubblico confronto, documenti alla mano. Da anni i miei calunniatori scappano terrorizzati alla sola idea d’incontrami. Evidentemente Beppe Grillo fa scuola. Resta, comunque, aperto l’invito ad un pubblico confronto dove e quando i miei calunniatori desiderano. Unica condizione è che ci si presenti con dei documenti perché le varie testimonianze inventate dalla signora Rossi, le accuse stravagandi (e non di radio incomprensdibili) della signora Toni e le idiozie a valnga dei grillini hanno fatto il loro tempo.

  • Pietro Gobbi

    Gentile Sig.na Doricchi,
    sui due anni non ha ragione ma ha ragionissima, idem sulla caduta di immagine. Le coscienze, almeno quelle della maggior parte di noi, erano e restano più che pulite. Ora si tratta di far rispettare giustamente degli atti notarili ed abbiamo fatto del nostro meglio perchè accada. Il Sig. Giudice ci pare abbia colto il senso degli errori commessi e del tentativo di rimediarvi. Cordiali saluti,
    Pietro Gobbi

  • anonymous

    Lei Valeria Rossi, perchè non inizia a parlarci un pò di Lei a dire chi è, come ha approdato al giornalismo e di cosa si occupa, qual’è la sua specializzazione, qual’è il suo schieramento politico…

    Dopo che ci avrà detto ciò forse si potrà iniziare a parlare del Ricercatore Stefano Montanari.

    Lei sostiene che Sigra. Antonietta Morena Gatti ed il Sigr. Stefano Montanari non hanno prodotto alcuna documentazione.

    Io al posto suo con certe illazioni, ci andrei piano, dato che non si è preoccupata nemmeno di andare a leggere http://www.nanodiagnostics.it e http://stefanomontanari.net dove ptrà trovare diversi libri pubblicati proprio da loro due ed il frutto delle loro ricerche sono nelle Università di tutto il mondo.

    Se si fosse preoccupata di andare a fare delle approfondite ricerche, forse avrebbe trovato il materiale, invece si preoccupa di dar credito alle illazioni che vengono fatte sul loro conto.

    complimenti per un giornalismo di parte !

    si documenti prima di parlare di gente che non conosce, questo per evitare una denuncia per aver screditato delle persone oneste che fanno il loro dovere.

    spero che decidano di fargliene almeno una, così prima di scriver stronzate sulla gente ci rifletterà.

    inoltre oltre ad essere un danno di immagine, vuol far credere che hanno raggirato il credo popolare, per trarne degli illeciti profitti, ma quando si parla dei politici lei dove sta ?

    non mi sembra che goda del rilievo di Marco Travaglio, dunque non credo sia una giornalista così tanto brava, altrimenti sarebbe accreditata alla pari.

    non so se le è familiare la lingua italiana, in tal caso la invito a leggere il vocabolario e a cercare i termini dono e donazione.

    riguardo alla donazione, può far affidamento anche al codice civile.

    se non dovesse comprendere la lingua italiana, allora lasci stare il giornalismo, non fa per lei.

  • Stefano Montanari

    Tra qualche giorno pubblicherò qualcosa.

    La signora Valeria Rossi è una povera donna che si illusa di fare la giornalista fino a quando l’Ordine professionale non l’ha espulsa.

    Nonostante sia stata smentita punto per punto dagli stessi testimoni che aveva citato a suo sostegno e perfino dall’Università di Urbino, la signora adesso si dà latitante e rifiuta quanto meno di scusarsi per tutte le palate di fango che ha tirato addosso a mia moglie e a me. Personalmente non so se qualcuno le abbia allungato una mancia o se si tratti di puro gusto del pettegolezzo, ma questa donna mi fa una pena profonda.

    Comunque, la mail doveva essere indirizzata a lei editricedelcigno@gmail.com

    Cordialmente,

    Stefano Montanari

  • Roberto Rosi

    Prof. Montanari è possibile far chiarezza sulle seguenti questioni ?

    La carica di “consulente del progetto Nanopathology” presso la CE che lei si sarebbe attribuito senza averla.

    Per il presunto lucro fatto con il microscopio è possibile mostrare i proventi di quelle analisi private e il loro impiego ?

    E’ possibile poi chiarire:
    – per quali altre ricerche è stato usato il microscopio, una volta spostato ? Ci sono altri ricercatori in tema Nanoparticelle che accedono al microscopio ?

    Infine, Grillo diceva che era stato scritto alle aziende riguardo la presenza di nanoparticelle nei loro prodotti e di non aver mai avuto risposte. E’ possibile sapere chi ha scritto a queste aziende ? Per lettera, via mail, come ?

  • http://www.stefanomontanari.net Stefano Montanari

    Temo che lei si sia perduto qualche anno d’informazione e, così, mi sta chiedendo di riscrivere per lei tutto ciò che ho già scritto innumerevoli volte. Comunque, in brevissimo: Consulente progetto Nanopathology: non solo lo ero, ma moltissime analisi sono state fatte sotto la mia direzione nel mio laboratorio. Se lei avesse esperienza di queste cose, non perderebbe tempo a credere a persone che non ne sanno nulla ma ugualmente pontificano. Chi dirigeva tutto il progetto internazionale era mia moglie e lei aveva decine di collaboratori che, ovviamente, non comparivano nell’elenco molto scarno che si trova su Internet. Stessa cosa per le Università di Mainz e di Cambridge e delle Aziende che lavoravano con noi: decine di collaboratori non sono citati su Internet semplicemente perché la cosa è inutile. Analisi “a scopo di lucro”: qui siamo di fronte ad un caso da psichiatria. Come per TUTTI i centri di ricerca, anche noi cercavamo di finanziarci facendo analisi a pagamento che, peraltro, erano inerenti alla nostra ricerca. Io ci ho impiegato tutti i soldi che avevo messo da parte e lavoro gratis. Mi vuole spiegare chi pagherebbe le spese di ricerca (affitto, elettricità e consumi vari, riparazioni, manutenzioni, stipendi, ecc.)? Insomma, secondo lei basta avere un microscopio, ovviamente fermo, perché, per tenerlo in funzione, occorrono decine di migliaia di Euro l’anno, ovviamente in mezzo alla campagna perché i soldi per un tetto non ci sono, ovviamente senza personale per le ragioni di cui sopra, e i risultati della ricerca saltano fuori da soli. Se ha qualche idea, la comunichi alla comunità scientifica perché è di enorme interesse. Uso del microscopio dal 22 gennaio 2010: come scritto centinaia di volte, per un anno e mezzo il microscopio è restato perfettamente inutilizzato all’Università di Urbino perché non c’erano i soldi per metterlo in funzione. Poi è stato sbolognato all’ARPAM di Pesaro dove l’ARPAM lo ha rimesso in grado di accendersi (135.000 Euro) ma dove, ad oggi, non ha mai fatto un’analisi. Un giorno la settimana lo usa ora (dopo quasi due anni e mezzo) l’Università di Urbino (per che cosa, non saprei dire) e un giorno lo usiamo noi che, per questo, dobbiamo fare 400 chilometri e restare entro gli stretti orari di lavoro ARPAM che non sono quelli di un centro di ricerca. Lettere di Grillo: come ho scritto non so più quante volte, le lettere sono un’invenzione del comico. Io capisco che sia molto più comodo pretendere che le cose siano servite in tavola, ma basterebbe avere la pazienza di leggere http://www.stefanomontanari.net/sito/images/pdf/grillo_microscopio.pdf (oltre a qualche decina di altri documenti) per evitare di porre domande oziose. Comunque, può sempre rivolgersi all’Università di Urbino dove il prof. Pietro Gobbi (pietro.gobbi@uniurb.it) è stato incaricato di rispondere a domande di chi non ha la pazienza d’informarsi compiutamente e vuole i riassuntini.

  • Roberto Rosi

    Prof. Montanari, la ringrazio per le risposte, però lei ha frainteso completamente i miei motivi.

    Io le ho scritto perchè ho letto nel suo blog il lungo resoconto della disavventura con Grillo, cosa che seguii quando nacque e che ho ripreso ora dopo lungo tempo.

    Ho poi letto questo post di Valentina Rossi ed ho pensato di fare quelle domande perchè in questo post le risposte alle accuse che le venivano rivolte non compaiono in modo preciso e diretto.
    Invece mi vedo rispondere con termini quali: “domande oziose.. pappa pronta… riassuntini…” come se io fossi l’ennesimo imbecille che la vuole accusare e infangare senza sapere di cosa si parla.
    Se lei va in un tribunale le domande gliele fanno solo per accusarla o anche per difenderla ?

    Ho scritto quelle domande sintetiche perchè in questo post non vengono fuori le risposte, e io quelle risposte immaginavo perfettamente che fossero dalla sua parte però volevo lei le scrivesse e sono più efficaci poche risposte sintetiche e precise che non decine di pagine per spiegare la vicenda.
    Inoltre in un post che tratta un certo argomento non si deve chiedere al riguardo ? ma che senso ha ?

    Che Grillo abbia qualcosa da nascondere e con lui gli altri che le hanno sottratto l’apparecchio è evidente perchè altrimenti non eviterebbero il confronto. Non serve niente altro che il buon senso per capire questo.

    Il suo atteggiamento verso le mie domande non mi è piaciuto ed è stata un pò una doccia fredda. Come una persona che parte in difesa di un’altra e si vede trattata in malo modo proprio da questa.
    Capisco che del mio appoggio se ne faccia niente però un atteggiamento del genere, da uno scienziato io non lo approvo ne lo giustifico se non come la reazione di una persona da una persona stressata da una storia logorante.
    Però questa storia è di vecchia data quindi ormai dovrebbe avere fatto il “callo” alle solite domande, no ? Poteva mettermi semplicemente un link e non fare il riassuntino controvoglia con quel tono come per zittire l’ennesimo grullo che le viene contro.

    Lei, secondo me, ha ragione e i suoi studi sono nobili e indispensabili però il suo modo di fare è decisamente sconfortante poco accorto e impulsivo. Lei ha decisamente un brutto carattere.
    La prossima volta quando qualcuno le fa delle domande, magari provi a capire le intenzioni prima di trattarlo a pesci in faccia.

    In ogni caso grazie per le risposte era quello che volevo, magari senza il “trattamento”.

  • Roberto Rosi

    Buongiorno,

    sul Blog di Grillo, nel post relativo ai fatti del microscopio a scansione per lo studio delle nanoparticelle
    parecchia gente ha postato per chiedere spiegazioni ma tutto tace. Nessuna replica, in tutti questi anni, è mai giunta a far chiarezza.

    Il post è questo
    http://www.beppegrillo.it/2006/03/la_ricerca_imba.html

    I commenti erano fermi dicembre del 2012, allora ho postato io qualche commento per riaprire la questione
    che non vorrei cadesse nel dimenticatoio e si risolvesse così.

    In quel post non ci sono le repliche di Montanari, quindi il blog censura.
    Se qualcuno ha una spiegazione alternativa alla censura mi spieghi.

    Sig.ra Rossi ha fatto delle indagini in questo senso ? Perchè il prof. viene censurato ?
    Perchè non può scrivere sul blog di grillo in un posto in cui si parla di “Ricerca Imbavagliata” ?

    Invito tutti coloro che leggono il blog di Grillo a chiedere chiarezza
    perchè non dobbiamo indignarci solo quando è la politica che tradisce ma sempre, con chiunque.

    La comicità va benissimo, la satira va benissimo e Grillo è un grande comico
    però la sua comicità è divenuta un’arma di denuncia sociale e anche portavoce di un movimento politico e come tale
    non può predicare bene e razzolare male.

    Quindi o viene fatta chiarezza e si permette un confronto in quello stesso Blog che inneggia alla chiarezza e al confronto
    oppure è tutta una facciata, un paravento, l’ennesima presa per il kulo.

    Io sospendo l’eventuale voto al Movimento5Stelle fino a che non viene chiarito tutto e invito
    chiunque a farlo perchè se la rete deve essere informazione chiara e onesta allora che lo sia per tutti.

    Sig.ra Rossi non è d’accordo con me ?

  • Pietro Gobbi

    Gentili lettori,
    confermo quanto indicato dal Dr. Montanari relativamente al fatto che chiunque desideri informazioni sull’attuale sistemazione logistica del microscopio può rivolgersi a direttamente me (pietro.gobbi@uniurb.it) in qualità di delegato per la gestione della situazione dopo la citazione in giudizio dell’Ateneo.
    Cordiali saluti,
    Pietro Gobbi

  • Roberto Rosi

    Buongiorno, sig. Gobbi.

    Visto che l’argomento è pubblico e importante le chiedo di riportare la sistemazione del microscopio, l’utilizzo che ne viene fatto e quale orario e giorni ha a disposizione il prof. Montanari per il suo uso.

    la ringrazio
    saluti.

  • Pietro Gobbi

    Salve Sig.Rosi.
    Il microscopio è sistemato presso il Laboratorio Amianto della sede di Pesaro dell’ARPAM. Viene utilizzato in orario di apertura (consultabile su internet e comunque compreso tra le 8.30 e le 18.30)dal lunedì al venerdì. Per tre giorni ad uso esclusivo di ARPAM, per un giorno alla settimana ad uso esclusivo della Dr. Gatti e del Dr. Montanari e per un giorno alla settimana ad uso esclusivo dell’Università. In caso di avaria, come accaduto la scorsa settimana, i Dottori Gatti e Montanari hanno il diritto di recuperare (come avvenuto questa settimana) la giornata di osservazione perduta utilizzando quella riservata all’Università. Due unità di personale tecnico dell’Università sono le uniche figure abilitate ed autorizzate ad operare direttamente sullo strumento per le osservazioni per conto del’Università e dei dottori Gatti e Montanari che sono stati inquadrati con un contratto di assistenza universitario anche al fine di garantire loro libero accesso al laboratorio. Infatti l’accesso a laboratori (Università, ARPA o privati che siano) è ristretto da specifica normativa nazionale sia per la sicurezza di chi vi accede sia per il controllo di qualità delle analisi che vi si svolgono.
    Cordiali saluti,
    Pietro Gobbi

  • Roberto Rosi

    La ringrazio sig. Gobbi delle informazioni e della disponibilità.

    Le chiedo con quale criterio, e da chi, è stato deciso di far usare dal prof. Montanari, il microscopio in orario 8.30/18.30 per 1 solo giorno sapendo che risiedono a 400km di distanza.

    Infine le chiedo se può indicarci che relazione hanno gli studi dell’ARPAM con le nanoparticelle oggetto di studio del prof. Montanari.

    saluti
    e ancora grazie per le informazioni e aggiornamenti.

  • Pietro Gobbi

    Salve Sig. Rosi.
    Il microscopio è stato ceduto con un atto notarile di donazione alla Università di Urbino da una Onlus di Reggio Emilia con l’impegno di consentire l’utilizzo dello strumento almeno per un giorno alla settimana ai Dottori Gatti e Montanari.
    Il fatto che tra Reggio Emilia ed Urbino vi siano 250 km (220 da Pesaro) non è decisione o colpa di alcuno. Non esiste nessuna relazione tra l’attività istituzionale di ARPAM e la ricerca dei Dottori Gatti e Montanari.
    Cordiali saluti.
    Pietro Gobbi

  • Roberto Rosi

    La Onlus Bortolani nel 2009 fece causa per diffamazione al prof. Montanari.

    E’ possibile sapere come si è evoluta la cosa ?

    saluti.

  • http://www.stefanomontanari.net Stefano Montanari

    1) Mai ricevuta alcuna querela dalla Bortolani che, evidentemente, ha problemi psicologici gravi, ed è a causa della pietà umana che m’ispira che non infierisco. ma, finché provare sdchifo non è reato, la signora Bortolani mi fa schifo.
    2) La signora Valeria Rossi, sedicente giornalista, scrisse a suo tempo le fandonie più inverosimili ad uso di qualche comare pari suo e dei grillini. Chiunque normodotato avrebbe rilevato che si trattavano d’idiozie e basta. Ma, evidentemente, i frequentatori della signora Rossi non sono normodotati. Oggi, con i fatti di una chiarezza cristallina, la signora Rossi è svanita nel nulla. Tutto sommato, perdere un personaggio del genere è un guadagno non da poco.
    3) Il comico Grillo scappa atterrito all’idea di confrontarsi con me e di fornire giustificazioni all’atto repellente che ha commesso per squallidi motivi. Anche lui mi fa schifo.
    4) Se qualcuno ha qualcosa da obiettarmi, lo faccia prove alla mano, perché della bava di Grillo, Bortolani, Rossi, grillini e mantenute non sappiamo che farcene. Consiglio vivamente la lettura di http://www.stefanomontanari.net/sito/images/pdf/grillo_microscopio.pdf
    5) Adesso davvero basta perché mi sono veramente rotto di una manica d’imbecilli deliranti. Se volete vederevi in faccia, venite nel mio laboratorio e dibattete con le persone che, con la vostra criminalità, condannate a morte.

  • http://www.vitalmicroscopio.net Roberta Doricchi

    Gentili lettori,

    rendo nota la lettera inviata in racc. A/R, inviata il 26 marzo 2012 dall’Ass.ne Vita al Microscopio al:
    - Dott. Roberto Oreficini Rossi Direttore Generale ARPAM
    - p.c. Dott. Adriano Celani Direttore Ammistrativo ARPAM
    - p. c. Dott. Claudio Pizzagalli Direttore ARPAM Pesaro p.c. Dott.ssa Antonietta M. Gatti e Dott. Stefano Montanari

    Egr. Dott. Oreficini Rossi, In rappresentanza di numerosi donatori che ci chiedono notizie circa il microscopio elettronico FEG-ESEM acquistato per loro volontà affinché ne fossero dotati i dottori Antonietta Gatti e Stefano Montanari e successivamente , a seguito delle note vicende, terminato in dotazione presso l’ARPAM di Pesaro, Le chiediamo di ragguagliarci a proposito dell’attività relativa all’apparecchio in questione. Le chiediamo, inoltre, quali e quante analisi siano state eseguite a cura dell’ARPAM dal momento dell’arrivo del microscopio presso la sede di Pesaro dell’Ente e con quali risultati. Chiediamo pure di essere informati sulle eventuali pubblicazioni scientifiche che l’uso dello strumento dovrebbe aver consentito nel lasso di tempo tra il suo arrivo a Pesaro ed oggi.

    Distinti saluti, Nino Ferri
    Presidente Associazione Vita al Microscopio

    Risposta dall’ARPAM di Pesaro del 18 aprile 2012:

    ARPAM
    Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale delle Marche
    Registro Unico ARPAM
    0015121 13/04/2012
    ARPAM DOPU P
    40

    All’associazione “Vita al Microscopio”
    Sede sociale Via Monte Massico, 87
    Sc.RR 00139 ROMA

    e p.c. al Direttore Generale ARPAM
    Dott. Roberto Oreficini Rossi
    SEDE

    OGGETTO: Microscopio elettronico ESEM

    Sentiti il Prof. Pietro Gobbi dell’Università di Urbino e la Dott.ssa Gatti di Modena, per le informazioni richieste con Vs. nota del 26/03/2012, dovete rivolgervi al prof. Pietro Gobbi dell’ Università, garante dell’attività della Dott.ssa Gatti e referente delle ricerche svolte dal personale universitario con il microscopio elettronico presso il Dipartimento ARPAM di Pesaro.
    La Dott.ssa Gatti mi ha dichiarato di aver iniziato i suoi studi il 16 dicembre 2011 e di aver regolarmente, e con soddisfazione, frequentato il Dipartimento di Pesaro fino ad oggi per un giorno alla settimana.
    L’indirizzo di posta elettronica a cui rivolgersi è pietrogobbi@uni urb.it.

    Cordiali saluti.

    Il Direttore del Dipartimento
    Dr. Claudio Pizzagalli

    Possiamo dire che a tutt’oggi di risposte alle domande dei donatori non ne abbiamo ricevute. Anzi, si continua a creare confusione spostando il centro del nostro interesse sull’attività della dott.ssa Gatti che conosciamo benissimo.

    Sappiamo dove si trova il microscopio, conosciamo gli orari in cui viene utilizzato, il giorno in cui viene utilizzato dalla dott.ssa Gatti dal 16 dicembre 2011, ma non riusciamo a sapere da chi è stato utilizzato dal momento del suo arrivo presso la sede ARPAM di Pesaro fino ad ora e, soprattutto, quali e quanti studi prodotti da ARPAM sono stati prodotti grazie a quel microscopio.

  • maria pia sammartino

    dr Montanari
    con i soldi della colletta “Grillo” e’ stato acquistato un SEM o un ESEM?

    Dal 16 dicembre 2011 quali e quanti studi avete prodotto grazie a quel microscopio; a quanto pare la dr.ssa Doricchi vuole informazioni solo sull’operato ARPAM ma la sua gentile consorte dovrebbe aver prodotto almeno un terzo di quanto prodotto dall’ARPAM (1 giorno a settimana contro 3. E cosa ha pubblicato nei 3 anni in cui il “microscopio Grillo” e’ stato alla nanodiagnostics? Spero voglia concordare che l’elenco si deve riferire a lavori pubblicati dopo il 2007. L’elenco sul sito nanodiagnostics e’ abbastanza vecchiotto oltre ad essere un mix infernale di “Topolino” e articoli con referaggio (non molti).

    Cosa presenta la sua gentile consorte al Congresso di Chengdu? non la trovo tra gli “invited speakers” e nemmeno sul preliminary program. E’ presente solo in una lista di awarded.

    Capisco ma non troppo la mia censura sul suo egregio blog ma non capisco perche’ ha cancellato anche molti dei miei commenti precedenti al BAN e, se non sbaglio, le relative risposte del prof. Gobbi.

    Domande e risposte sgradite?

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