Video: Lavitola corre sul filo – parte 1/2/3/4/5
Parte 1 – I soldi per L’Avanti!
Valter Lavitola, indagato dalla procura di Pescara per la gestione dei fondi dell’Avanti, di cui era direttore, ha ottenuto 20 milioni di euro in cinque anni come finanziamento statale al suo giornale. Nell’ottobre 2009 è molto preoccupato perché Tremonti ha deciso di tagliare i fondi pubblici per l’editoria dalla legge Finanziaria.
E per risolvere il problema chiede aiuto direttamente a Berlusconi.
Parte 2 – La politica secondo Valter
Valter Lavitola si occupa moltissimo di incarichi e poltrone. Da sempre ambisce a un posto di governo o almeno a fare il deputato. Nel corso di una telefonata con l’onorevole Francesco Colucci, per esempio, pensa di farsi nominare commissario per la ricostruzione dell’Aquila. Un’altra volta, invece, è lui a stuzzicare le aspirazioni dell’onorevole Paolo Scarpa: Berlusconi gli avrebbe confidato di volerlo nominare ministro dell’agricoltura.
Parte 3 – Gli affari con l’Albania
Lavitola, oltre a dirigere l’Avanti! è un imprenditore del settore ittico ma gestisce affari e investimenti in ogni parte del mondo, dall’Italia a Panama, dall’Argentina all’Albania. In occasione di un vertice bilaterale tra il ministro degli esteri Franco Frattini e il suo omologo albanese Ilir Meta, Lavitola chiama la segretaria del ministro per introdursi nelle stanze della Farnesina.
E di affari con l’Albania Lavitola parla anche Paolo Poletti, numero due dei servizi segreti italiani.
Parte 4 – Quei 500mila Euro
Nel marzo 2011 Silvio Berlusconi ha promesso a Gianpaolo Tarantini, l’imprenditore barese coinvolto nel processo “escort”, un prestito di 500 mila euro. Il premier si è impegnato a fargli avere la somma tramite un conto estero di Lavitola, il faccendiere accusato di avere indotto Gianpaolo Tarantini a fornire false dichiarazioni ai pm. Per quattro mesi, nonostante le insistenze, Lavitola racconterà a Tarantini che i soldi del premier non sono mai arrivati.
Il 17 luglio però, Gianpy scopre che Berlusconi quei soldi li ha versati da tempo e affronta Lavitola in una telefonata tesissima.
Parte 5 – Il Generale
Nel 2009 si combatte una guerra sotterranea per la nomina dei nuovi vertici della Guardia di Finanza. Tra le due fazioni in campo una fa riferimento a Silvio Berlusconi, l’altra a Giulio Tremonti. Valter Lavitola, il faccendiere in combutta con Paolo Poletti, il numero due dei servizi segreti italiani, sponsorizza al premier il generale Emilio Spaziante, che si candida per il ruolo di capo di Stato maggiore.





